Intendere l'incisione come un processo aperto determina la possibilità di inglobare in questo anche l'azione che l'artista compie; si crea un rapporto più articolato e complesso con l'esperienza dell'incidere, con i materiali e con il momento della stampa.
Sperimentare durante l'azione dell'incidere, includere in tal modo l'azione o il gesto nel processo incisorio modifica i parametri usuali e apre, ancora una volta, a discorsi di contaminazioni concettuali e tecniche.
Si crea un'affascinante fisicità con i materiali che sembrano plasmarsi sotto le mani, aderire profondamente ai gesti e modificarsi seguendo il percorso mentale dell'artista.
Alchemico, misterioso, apparentemente elitario, affascinante ma faticoso, veloce o lentamente meditato, rigorosamente progettuale ma anche trasgressivo e casuale; sono parole che definiscono il linguaggio incisorio e che ne segnano il rapporto con gli artisti.
I segni incisi che vivono sul bianco della carta stabiliscono equilibri fra emozioni e spazio e definiscono esperienze di realtà necessarie.