Da lunedì 20 aprile a sabato 2 maggio 2009, presso lo Spazio P in via Napoli 62 a Cagliari, sarà possibile visitare “Meravigliose mappe misteriose”, mostra personale di Gabriella Locci. In esposizione la nuova serie di creazioni dell'artista che indaga la stratificazione del tempo e delle emozioni.
L'evento – facente parte della Settimana della Cultura promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - è organizzato da Spazio P e Casa Falconieri in collaborazione con la Provincia di Cagliari e la Fondazione Banco di Sardegna.
Inaugurazione lunedì 20 aprile 2009 ore 19.30
La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 19.00 alle 24.00
La mostra fa parte del progetto Viaggiatori
In occasione dell'inaugurazione, alle ore 20.00 in diretta dalla galleria sarà trasmesso “Divagazioni su arte e cultura”, con gli interventi di Franco Meloni (docente universitario), Barbara Fois (docente universitario), Daniela Paba (giornalista), Anna Brotzu (giornalista), Daniele Ledda (musicista), Elisabetta Randaccio (critico cinematografico), Lucio Ortu (architetto), Massimo Sanna (critico d'arte), Radhouan Ben Amara (docente universitario), Paolo Gras e Bibiana Orgiana (galleristi Spazio P), Francesca Ortalli (giornalista), Rosalba Piras (attrice), Andrea Portas (grafico pubblicitario), Gaetano Brundu (artista), Gabriella Locci (artista).
Collegamento in real time su www.casafalconieri.it/live/live.php
Mappe del tempo e delle emozioni. Nascono attraverso stratificazioni di tecniche e dall’incontro speciale con diversi materiali. Seguono le coordinate dell’animo, tracciano linee per raccontare quello che non si vede. Come una moderna alchimista Gabriella Locci mescola carborundum e punta secca, acqua tinta e acqua forte su alluminio e rame, inseguendo gli spazi per scoprire sentieri nascosti e sperimentare nuove formule. Contaminazioni che diventano segni graffianti, percorrono con determinazione la materia, illuminandola qua e là di rossi decisi, neri spessi che degradano lentamente fino al grigio. Percorsi artistici che si stagliano sul bianco del foglio fino a plasmare lo spazio intorno. Una continua invenzione, un gioco tra l’artista e i suoi materiali in un rapporto dialettico che evolve di continuo. I segni incisi raccontano così percorsi dell’anima ed esperienze che vengono da lontano. Una realtà necessaria che rivela l’artista che non ha paura di raccontare l’invisibile.
Francesca Ortalli
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