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Vive e lavora a Sassari, dove è nato e ha compiuto gli studi presso il locale Istituto Statale d'Arte, del quale, per un circa un decennio, è stato docente di Discipline Pittoriche.
Si occupa di progettazione nei settori della grafica e della produzione artigiana legata all'accessorio per l'abito.
La produzione attuale vede l'uso di tecnologie informatiche complesse per l'elaborazione e la produzione delle immagini. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all'Estero.
Attualmente dirige il Liceo Artistico-Musicale Statale di Tempio Pausania.
2008 - Madrid (E), Estampa 2008, 16 edición feria internacional de arte múltiple contemporáneo
2008 - Sassari (I), Frumentaria, "Le trame dell'arte. Tessitura d'artista in Sardegna"
2008 - Madrid (E), Annta gallery, "Los lugares del signo"
2008 - Sassari (I), Frumentaria, "Incisioni italiane"
2007 - Madrid (E), Estampa 2007 Salón Internacional de Grabado
Lo spazio che replica sempre se stesso mette in luce la consumata abilità tecnica e compositiva dell'artista, che utilizza i procedimenti della più sofisticata tecnologia nella sua fase creativa.
L'area progettuale, entro cui si è sempre mosso, gli ha permesso di indagare a fondo le metodiche attraverso le quali viene strutturandosi l'immagine e le impeccabili impaginazioni dei suoi lavori documentano il bisogno di rigore e pulizia formale anche quando più forte preme l'emozionalità segnica e pittorica. La totale padronanza delle tecniche gli consente dunque di controllare perfettamente le emergenze emozionali e condurle entro i procedimenti del gioco tecnologico, dentro le lusinghe dell'illusione.
E uno spazio illusivo è ciò che l'immagine riflette, il suo doppio che nega la reale fisicità entro cui si colloca. L'immagine appare allora governata dal desiderio di dilatare lo spazio che raffigura, potenziarne la dimensionalità ristretta rovesciando le coordinate percettive che proibiscono al visitatore di varcarne la soglia. Lo spazio reale incornicia così lo spazio fittizio, lo ingloba nella propria intimità e lo rimanda nell'immaterialità della visione sostitutiva.
Lo scarto tra vero e falso, tra illusione e realtà, tra spazio fisico e spazio mentale è minimo: qui lo sguardo si perde nella ricerca di un ordine delle cose negato invece dalla superficie smerigliata e dalle trame sgranate su cui segni di emozionalità hanno lasciato labili residui, sufflcienti all'occhio per concepire una via di uscita.
Si sentono e si perdono echi di altre stanze, suoni lontani e intraducibili, brusii che si fanno sempre più insistiti e prendono l'andamento illusivo di una sonorità musicale monocorde.
Mariolina Cosseddu



